Invisible Monsters pag. 31 Ecco quello che facevo prima dell'incidente. Chiamatemi una gran bugiarda, ma prima dell'incidente dicevo alla gente che ero una studentessa universitaria. Se dici alla gente che sei una modella, ti tagliano fuori. Se sei una modella significa che stanno interagendo con una forma di vita inferiore. Cominciano a parlare come con i bambini. Si istupidiscono. Ma se dici che sei una studentessa universitaria, la gente ne è così impressionata. Puoi essere una studentessa di qualsiasi facoltà e non è necessario che tu sappia nulla. Basta che dici tossicologia o biocinetica marina, e la persona con la quale stai parlando sposterà l'argomento del discorso su di sè. Se questo non funziona, tira fuori la sinapsi neurale dei piccioni embrionali.

 

Invisible Monsters pag. 46 «Ora» dicono quelle labbra Plumbago «mi racconterai la tua storia come lo hai appena fatto. Scrivila tutta quanta. Racconta quella storia, ancora e poi ancora. Raccontami la tua triste storia del cazzo per tutta la notte.» Quella regina Brandy punta verso di me un dito lungo e ossuto.
  «Quando capisci» dice Brandy «che quella che racconti è solo una storia. Che non sta più succedendo. Quando realizzi che la storia che stai raccontando sono solo parole, quando puoi sbriciolarla e gettare il tuo passato nel secchio dell'immondizia» dice Brandy, «allora riusciremo a capire chi sarai.»

 

Invisible Monsters pag. 72 Non aspettatevi che sia io a raccontare ai miei genitori dell'incidente. Sapete, un'intera interurbana con attacco di pianto a dirotto sul proiettile e sul pronto soccorso. Non è il genere di cose che fanno per noi. Ho detto ai miei genitori, non appena ho potuto scrivergli una lettera, che partivo per Cancùn, Messico, per un servizio fotografico per un catalogo Espre.
  Sei mesi di divertimenti, spiaggia, e io che cerco di succhiare gli spicchi di lime dalle bottiglie a collo lungo della birra messicana. Gli uomini adorano guardare le donne mentre lo fanno. Valli a capire. Uomini.
  Lei adora i vestiti Espre, mia mamma risponde. Scrive che, visto che sarò sul catalogo Espre, potrei magari farle avere uno sconto sul suo ordine di Natale.
  Scusa, Mamma. Scusa, Dio.
  Risponde: Bè, sii bella per noi. Amore e baci.
  La maggior parte delle volte, è molto più facile non far sapere al mondo cos'è che non va.

 

Invisible Monsters pag. 81-82 Dice: «Non hai bisogno di truccarti. Non hai nemmeno bisogno di lavarti. Un buon velo è l'equivalente degli occhiali a specchio, ma per tutta la testa».
  Un buon velo è lo stesso che rimanere in casa, mi dice Brandy. In clausura. Privata. Estrae dello chiffon giallo. Mi drappeggia tutta con del nylon rosso. Per com'è il nostro mondo, tutti appiccicati spalla a spalla, gente che sa tutto di te al primo sguardo, un buon velo è il tuo finestrino scuro da limousine. L'edizione mai pubblicata del tuo viso. Dietro un buon velo, puoi essere chiunque. Una stella del cinema. Una santa. Un buon velo dice:
  Non Ci Siamo Presentati Come Si Deve.
  Sei il premio dietro la porta numero tre.
  Sei la signora o la tigre.
  Nel mondo dove nessuno riesce più a mantenere un segreto, un buon velo dice:
  Grazie di non farmi partecipe.
  «Non ti preoccupare» dice Brandy. «Le altre persone riempiranno gli spazi vuoti.»
  Allo stesso modo come fanno con Dio, dice.

 

Invisible Monsters pag. 84

«Oh, e non preoccuparti» dice Brandy. «Avrai ancora attenzione. Hai due tette e un culo alla dinamite. L'unica cosa è che non puoi parlare con nessuno.»
  La gente proprio non sopporta di non sapere qualcosa, mi dice. Specialmente gli uomini non tollerano di rinunciare a scalare ogni montagna, a disegnare mappe ovunque. Dare il nome a ogni cosa. Pisciare su ogni albero e poi non chiamarti mai più.
  «Dietro un velo, sei la grande sconosciuta» dice. «La maggior parte dei ragazzi farà a botte per conoscerti. Certi tipi negheranno che tu sia una persona vera, e certi ti ignoreranno proprio.»
  Il fanatico. L'ateo. L'agnostico.